lunedì 11 gennaio 2010

MI CONSENTA, CRIBBIO!

Il 2010 è iniziato da appena sei giorni e la smentita è arrivata puntuale. Ne sentivamo la mancanza, lo confessiamo spudoratamente. Forse è giunta anche in ritardo, ma si sa con le feste è lecito anche procrastinare l’attività che gli riesce meglio.
Mentre si aggira per supermercati incerottato e felice ché i prossimi novanta giorni porterà i segni del miracolo di piazza Duomo visibilmente collocati sul viso sempre sorridente anche nei periodi più bui della sua esistenza, sua impunità senza vergogna, il cavaliere dell’amore perduto ha fatto sentire la sua voce per dire che questo è l’anno in cui finalmente le tasse caleranno. Non è trascorsa nemmeno mezzora che subito la smentita ha invaso l’Ansa e l’ansia di dire che non era vero. Tutta colpa dei soliti giornalisti fannulloni.
Si sarà fatto prendere dal pandoro e dallo champagne che lo hanno distratto per qualche ora dalla gravissima crisi economica che minaccia il Paese. O forse era con la mente nei paradisi fiscali, molto frequentati dalla sua famiglia.
È stupefacente - quest’aggettivo lo rende anche molto solidale col significato traslato dello stesso - sentire un presidente del consiglio e non vedere costantemente il suo volto.
C’eravamo abituati al suo eloquio gentile, raffinato quando urlava e minacciava i nemici politici. O quando appellava i magistrati con parole da vero signore.
Ora ci riesce difficile sentirlo mansueto, calmo, sorridente e pacato.
Non è più l’uomo di Arcore, quello che ancora un mese fa diceva, in una seduta del partito popolare europeo, di avere le palle.
Da quando è convalescente sembra prodizzato. Un epigono di Prodi al negativo.
Capace di mettere il silenzio di stato sul più grave scandalo di intercettazioni mai visto in una democrazia occidentale. Roba che se ci provasse Obama sarebbe massacrato dai repubblicani e costretto ad emigrare in Siberia. Ma qui avviene sotto il silenzio del Napoletano che dorme beato e che ammorba gli italiani col suo eloquio sterile e pieno di luoghi comuni. E del Pd, sempre più succursale del Pdl e capace di far diventare Silvio come Bettino: un uomo di stato, indipendentemente dalle sentenze passate in giudicato. Quelle son cose delle toghe rosse. Meglio il silenziatore. E per chi osa parlarne c’è sempre un cane da guardia di nome Feltri pronto ad aggredire, sputtanando, l’innocente di turno. Salvo poi confessare che per lui il falso è sinonimo di vero. Un ottimo allievo del suo padrone.

1 commento:

L'Infedele ha detto...

Sbaglio o sei di Napoli?
Avete la munnezza di nuovo in tutte le strade. La vostra amministrazione è allo sbando tra bustarelle e corrotti. I vostri invalidi girano impellicciati con il mercedes . Per non parlare della camorra... non ti viene in mente che potresti parlare di casa tua invece di essere ossessionato da Belusconi?